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a Ciclo Unico
Scuola di Scienze
GEOLOGIA E GEOLOGIA TECNICA
Insegnamento
GEOMORFOLOGIA APPLICATA
SC01122959, A.A. 2017/18

Informazioni valide per gli studenti immatricolati nell'A.A. 2017/18

Principali informazioni sull'insegnamento
Corso di studio Corso di laurea magistrale in
GEOLOGIA E GEOLOGIA TECNICA
SC1180, ordinamento 2009/10, A.A. 2017/18
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Crediti formativi 6.0
Tipo di valutazione Voto
Denominazione inglese APPLIED GEOMORPHOLOGY
Dipartimento di riferimento Dipartimento di Geoscienze
Obbligo di frequenza
Lingua di erogazione ITALIANO
Sede PADOVA
Corso singolo È possibile iscriversi all'insegnamento come corso singolo
Corso a libera scelta È possibile utilizzare l'insegnamento come corso a libera scelta

Docenti
Responsabile ALESSANDRO FONTANA GEO/04
Altri docenti PAOLO MOZZI GEO/04

Dettaglio crediti formativi
Tipologia Ambito Disciplinare Settore Scientifico-Disciplinare Crediti
CARATTERIZZANTE Discipline geomorfologiche e geologiche applicative GEO/04 6.0

Modalità di erogazione
Periodo di erogazione Secondo semestre
Anno di corso I Anno
Modalità di erogazione frontale

Organizzazione della didattica
Tipo ore Crediti Ore di
Corso
Ore Studio
Individuale
Turni
ATTIVITÀ DIDATTICHE A PICCOLI GRUPPI 0.67 10 6.75 2
LABORATORIO 1.33 21 12.25 Nessun turno
LEZIONE 4.0 32 68.0 Nessun turno

Calendario
Inizio attività didattiche 26/02/2018
Fine attività didattiche 01/06/2018

Commissioni d'esame
Commissione Dal Al Membri
5 Commissione 2017/18 01/12/2017 30/11/2018 FONTANA ALESSANDRO (Presidente)
MOZZI PAOLO (Membro Effettivo)
BONDESAN ALDINO (Supplente)
CARTON ALBERTO (Supplente)
SURIAN NICOLA (Supplente)
4 Commissione 2016/17 01/12/2016 30/11/2017 FONTANA ALESSANDRO (Presidente)
MOZZI PAOLO (Membro Effettivo)
BONDESAN ALDINO (Supplente)
CARTON ALBERTO (Supplente)
SURIAN NICOLA (Supplente)

Syllabus
Prerequisiti: Buona conoscenza della Geomorfologia di base e nozioni di Geologia Applicata.
Conoscenze e abilita' da acquisire: Fornire le conoscenze teoriche e le abilità pratiche per l’applicazione dell’analisi dei processi geomorfologici alle problematiche della pianificazione territoriale, con particolare attenzione all’uso del telerilevamento e della cartografia geomorfologica quali strumenti di indagine e rappresentazione dei fenomeni.
Modalita' di esame: Orale con domande sul programma spiegato durante le ore di lezione frontale e discussione degli elaborati cartografici e/o digitali realizzati durante le esercitazioni con lo stereoscopio e/o con l'analisi di immagini satellitari tramite il software ENVI.
Criteri di valutazione: La valutazione si basa sulle capacità dello studente di riconoscere e descrivere i processi che interagiscono con il paesaggio e l'ambiente prima, durante e dopo la progettazione di opere di grandi dimensioni. Viene inoltre valutata la capacità di realizzare cartografie geomorfologiche, ottenute soprattutto tramite telerilevamento e rilevamento sul terreno, alla scala (1:5000 - 1:10,000) e con i contenuti tipici degli elaborati impiegati nella progettazione territoriale.
Contenuti: Principi base e applicazioni del Telerilevamento: risoluzione geometrica e spettrale; scattering atmosferico e finestre spettrali; firme spettrali; principali caratteristiche delle missioni Landsat, SPOT, World View, Ikonos, COSMO Sky/Med, sensore ASTER; uso delle diverse bande dello spettro ottico per scopi geomorfologici e geologici.

Fotografie aeree: proprietà delle riprese con prospettiva centrale; scale, dimensioni e pellicole delle foto aeree; ortofoto; relief displacement; parallasse stereoscopico; ricostruzione della linea di volo.

Modelli Digitali del Terreno: DEM e DSM; risoluzione di un DEM e accuratezza verticale; principi di interpolazione e realizzazione di DEM raster e TIN; caratteristiche principali dei rilevamenti LiDAR.

Syntetic Aperture Radar satellitare: principi base dell’interferometria SAR; significato dell’ampiezza e fase del segnale; interferogrammi; interferometria differenziale; permanent scatterers.

Interpretazione di dati telerilevati e applicazioni: tono, contrasto, forma, colore, pattern, tessitura; riconoscimento di litologie, reticoli idrografici, principali morfologie e superfici alluvionali di diversa età.
Elementi base per l’utilizzo del software ENVI (composizione di immagini multispettrali, stretching del contrasto, operazioni di filtraggio e principi di classificazione su immagini raster).
Capacità di realizzare una carta della fotointerpretazione di aree montuose e di pianura alluvionale utilizzando foto aeree zenitali e immagini satellitari.


Periocolosità geomorfologica: concetti e metodi per la valutazione in aree montane, costiere e alluvionali.

Dinamica di versante: classificazione di un fenomeno e valutazione del grado di attività tramite osservazione sul terreno e fotointerpretazione; caratteristiche dei crolli, ribaltamenti, lateral spread, scivolamento traslazionale, scivolamento rotazionale, megaslides, rock avalanches, DGPV, debris flow, mud flow. Riconoscimento delle cause geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche, climatiche, antropiche.

Variazioni recenti degli alvei fluviali: variazioni di ampiezza, profondità e tipologia dell’alveo; modifiche del profilo longitudinale; modificazioni indotte da cave in alveo.

Dinamica costiera: rischio da mareggiata in coste basse, fattori principali e metodi di valutazione; difese costiere e tecniche di ripascimento.

Geomorfologia applicata alle pianure alluvionali: caratteristiche geomorfologiche, pedologiche e stratigrafiche della superficie e del primo sottosuolo della pianura padana e veneto-friulana; evoluzione in LGM e post-LGM; significato dei paleosuoli tipo “caranto”; principali elementi geomorfologici, pedologici e di stratigrafia quaternaria per la ricostruzione di caratteri geotecnici e idrogeologici superificiali e del primo sottosuolo; nomenclatura italiana per le unità quaternarie nel progetto CARG (differenze tra UBSU e unità allostratigrafiche).

Paleosismologia: indicatori di deformazione superficiale diretti e indiretti; studio di siti con fagliazione superficiale tramite trincee; liquefazione di sabbie; tsunami e depositi associati;

Geomorfologia applicata alla Geoarcheologia: riconoscimento di tracce antropiche antiche tramite telerilevamento e in sequenze oloceniche; significato dei depositi colluviali in area alpina e mediterranea.
Attivita' di apprendimento previste e metodologie di insegnamento: Oltre alle lezioni frontali, durante le esercitazioni in aula e presso il laboratorio d'informatica è prevista l’analisi di foto aeree e immagini satellitari di differenti processi e contesti; utilizzo dei dati telerilevati disponibili gratuitamente nel web.
E’ prevista attività in laboratorio d’informatica per acquisire le conoscenze base nell’utilizzo di software atti al trattamento delle immagini telerilevate e di informazioni georeferenziate (ad es. ENVI e ArcMap). Un’importante parte delle esercitazioni riguarderà l’interpretazione di foto aeree tramite l’uso dello stereoscopio.
Sono previsti 2 laboratori sul terreno; un’escursione in pianura, mirata all’analisi dell’interazione tra attività antropica in alveo e dinamica fluviale; un’escursione nelle Prealpi Venete, per la cartografia geomorfologica di versanti e valli alpine come strumento per la conoscenza, pianificazione e l’intervento sul territorio.
Eventuali indicazioni sui materiali di studio: Dispense delle lezioni e articoli scientifici consegnati durante il corso. Appunti presi durante le lezioni, nelle esercitazioni in aula e durante le uscite sul terreno.
Testi di riferimento:
  • Gomarasca M., Basics of Geomatics, 656 pp.. --: Springer, 2009. Varie copie della versione italiana (Gomarasca 2004) disponibili per il prestito presso la Biblioteca di Geografia Cerca nel catalogo
  • Dikau R., Brunsden D., Schrott L., Ibsen M.L. (a cura di), Landslide recognition. Chichester: Whiley, 1996. Cerca nel catalogo
  • Panizza M. (a cura di), Manuale di geomorfologia applicata. Milano: Franco Angeli, 2005. Cerca nel catalogo